Il Canto ci unisce: il racconto del laboratorio musicale in neonatologia

19/11/2015

Ecco un racconto dal reparto di Neonatologia, dove ieri si è svolta l'attività musicale di Mozart14 in occasione delle giornate di Tamino

Molto bene, c'è Simona. E’ lei l'infermiera che propone la musica registrata ai bimbi. Mi da subito il quadro della situazione. Quando la vedo per me è sempre un sollievo: mi sento capita e … importante. Lei crede molto nel lavoro che faccio, così mi aiuta nel coinvolgere i genitori. Arriviamo in Terapia Intensiva Neonatale e ci sono già tre mamme che mi aspettano in cucinetta. C'è una bella atmosfera, sono tutte molto scherzose e di buon umore. Cominciamo l'attività, dopo poco si crea un'unione molto intensa e cominciamo a cantare a due voci. Sull'onda dell'entusiasmo decidiamo di andare a cantare dai bambini tutte insieme. Andiamo dalla piccola Beatrice, che è sdraiata sul petto del papà. Cominciamo a cantare e lei rimane immobile, ma appena finito comincia a muovere le braccia, e le stende in avanti dolcemente. La mamma mi conferma che spesso fa così: comincia a muoversi quando lo stimolo che arriva dalla musica finisce. Una piccola, grande soddisfazione.

La settimana successiva incontro la mamma di Giovanni. E' un momento molto delicato: il piccolo ha la febbre e la mamma è molto preoccupata: si teme un’infezione. Le viene da piangere, è stanca, ha paura. Stanno facendo un prelievo e lei esce dalla stanza: sono convinta che il canto potrebbe aiutarla, ma come si trova il modo giusto per accompagnare qualcuno fuori dai propri pensieri negativi? Torna e prende il bimbo in braccio, ma mi dice che oggi non è dell'umore per cantare. Io allora le rispondo che canterò io per lui, per farlo addormentare sul suo petto. Lei accetta e quando comincio a cantare mi segue subito con la voce. Il bimbo lentamente si addormenta. La saluto e le auguro di stare bene.

Foto di Marco Caselli Nirmal