Concerto in Senato: le parole di Luigi Manconi

18/06/2016

Ci sono due persone che, per prime, hanno creduto nella possibilità di portare nell'Aula del Senato, uno dei luoghi più importanti delle nostre istituzioni, un coro di detenuti che dimostra l'importanza della finalità rieducativa della pena. La prima è Luigi Manconi, e queste sono le sue bellissime parole.

MUSICA E LIBERTA'
“Quando la musica cambia la vita”: partendo da queste parole vogliamo celebrare in Senato l'edizione 2016 della Festa europea della musica, in occasione del solstizio d'estate. Parole tutt'altro che scontate. La musica è cultura e fantasia, capace di arricchire sul piano umano attraverso un linguaggio talmente potente e universale da abbattere le differenze e i confini: fino a scavalcare i muri e ad aprire le porte di una cella. Da questo punto di vista, è possibile rovesciare beffardamente un luogo comune diffuso e un'etichetta consunta: forse per musica d'evasione si deve intendere proprio questa possibilità di emancipazione da tutte le gabbie.

Nel 2015 la Commissione straordinaria per i diritti umani del Senato ha scelto di sostenere “Le nuove vie dei canti”: un progetto che, proprio attraverso la musica, ha saputo unire migranti e cittadini di Lampedusa in una manifestazione corale. Un rito collettivo di condivisione del dolore per chi non ce l'ha fatta ad attraversare il Mediterraneo e, al contempo, di grande speranza per chi quel viaggio l'ha portato a termine, approdando a una terra che - pur tra mille contraddizioni - è un grande esempio di accoglienza.
Quest'anno in occasione della Festa della musica, che si celebra il 20 giugno nell'Aula al Senato, il Presidente Grasso ha deciso di dedicare questa giornata a chi vive lontano dagli sguardi quotidiani, valorizzando un progetto, avviato cinque anni fa, che ha coinvolto uomini e donne del carcere della Dozza a Bologna.

Sen. Luigi Manconi
Presidente della Commissione Straordinaria
per la tutela e la promozione dei Diritti Umani

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